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LE DIMENSIONI CHE CONTANO - Formati delle bottiglie di vino

Siamo abituati, quando entriamo in enoteca o andiamo al ristorante, a consumare il vino (lo spumante in realtà) dalla classica bottiglia da 75cl. Ma a chi non è mai capitato, magari ad un matrimonio o più curiosamente ai festeggiamenti di un Gran Premio di F1, di vedere bottiglie di dimensione gigantesche?

Beh, ne esistono di vari formati, fino a capienze che neanche potreste immaginare.

 

L’origine delle varie bottiglie, come quasi tutto quanto riguardi il Metodo Classico, viene dalla Francia (anche se si dice che le prime bottiglie derivino da mastri vetrai inglesi di metà del Seicento). I nomi dati alle diverse bottiglie, invece, sono quasi tutti riconducibili a monarchi menzionati nella Bibbia.

Ma vediamo una per una le varie tipologie:

 

1. QUARTO (20 cl). È la bottiglietta da omaggio, o quella usata per lo più sugli aerei o negli alberghi.

2. MEZZA (37,5 cl).

3. MEDIA o PINTA (50 cl). Misura di fine Settecento, per un’ordinanza reale per cui la bottiglia doveva contenere una pinta, secondo le misurazioni parigine.

4. CHAMPAGNOTTA (75 cl). Usata tradizionalmente per lo Champagne ed in seguito per gli altri vini spumanti, è di aspetto simile alla borgognona ma con una base più larga. È più pesante e spessa, poiché deve contenere la pressione dell’anidride carbonica formatasi dopo la presa di spuma. Contiene le normali 6 atmosfere dello spumante, ma avrebbe la capacità di sopportarne 10.

5. MAGNUM (1,5 l). Pari al formato di due bottiglie champagnotte standard, è considerata di livello superiore dal punto di vista qualitativo, per la maggiore superificie di contatto tra i lieviti e il vino, con conseguente beneficio alle qualità organolettiche del prodotto.

6. JEROBOAM (3 l). Il nome deriva da due diversi re di Israele, di cui il primo è considerato il fondatore del regno dopo la lotta con re Roboamo. È la bottiglia usata sui podi dei vincitori di Formula 1 e Motomondiale. Nel caso dello spumante è una bottiglia da 3 litri, pari a 4 bottiglie. Per il vino rosso invece può arrivare fino a 5 litri.

7. REHOBOAM (4,5 l). Pari a 6 bottiglie, prende il nome da Roboamo, figlio di re Salomone e primo re di Giuda.

8. MATHUSALEM (6 l). Deve il suo nome al patriarca di cui si parla nella Genesi, il quale avrebbe raggiunto l’età di 969 anni. Sarebbe un antenato di Noè, che meriterebbe al suo posto il nome per la bottiglia, dal momento che a lui è attribuita la prima vigna piantata.

9. SALMANAZAR (9 l). Ha cinque padrini, quanti i re assiri con lo stesso nome. Il più celebre fu Salmanazar III (858-824 a.C.), che nonostante non riuscì a sconfiggere i re aramaici, ebbe una reputazione di grande combattente.

10. BALTHAZAR (12 l). Pone un problema riguardo all’origine del suo nome. Si pensa generalmente che sia quello di uno dei re Magi che andarono ad adorare la nascita di Gesù. Ma non è del tutto esatto, perché nella Bibbia i re Magi sono del tutto anonimi. I loro nomi derivano infatti da una tradizione popolare che risale a molti secoli successivi alla sua pubblicazione. Invece, il Balthazar citato nella Bibbia è l’ultimo re di Babilonia (539 a.C.), che fu sconfitto da Ciro, re dei Persiani, mentre passava le sue notti a festeggiare durante l’assedio. È rimasta infatti l’espressione “festino da Balthazar” per definire un pasto sontuoso.

11. NABUCHODONOSOR (15 l). Deve il suo nome a Nabuchodonosor II, detto “Il Grande”, re di Caldea dal 605 al 562 a.C. Fece di Babilonia la metropoli del mondo occidentale e fu lui a impadronirsi di Gerusalemme, dove esiliò la popolazione. Questa storia ispirò il Nabucco di Verdi, presentato nel 1842.

12. SALOMON (18 l)

13. SOUVERAIN (26,25 l)

14. PRIMAT (27 l)

15. MELCHIDEZEC O MIDAS (30 l)

 

L’affinamento in bottiglia però, avviene solo per le Champagnotte e le Magnum, mentre per tutti gli altri formati l’assemblaggio viene fatto alla fine del periodo di maturazione, con travaso e imbottigliamento.

 

Marcello